sabato, 02 maggio 2009

Il canto delle sirene cambia spiaggia...ci ritroviamo su www.ilcantodellesirene-allegra.blogspot.com

Vi aspetto...

Allegra

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sabato, 02 maggio 2009

themagicofsilence380k" La mia vita è stata tutta così...piena di piccoli segni che mi vengono a cercare"

Margaret Mazzantini - "Non ti muovere"

Il cammino di ognuno di noi è costellato di segni.

In essi c'è sempre un segreto, un domandare, un riscoprire.

C'è sempre la possibilità a noi offerta di poter ricominciare.

Costi quel che costi.

Sussurrato da: allegra85 alle ore 01:49
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martedì, 28 aprile 2009

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“ Ho scritto una lettera al mondo che non ha mai scritto a me”

                                                         Emily Dickinson

 

 

Se a volte ci viene voglia di raccontare le nostre più piccole ed insignificanti perdite, delusioni, mancanze, provocazioni, spesso, ci sentiamo al sicuro scrivendo.

Una lettera.

Su un foglio bianco, con l’inchiostro che segna ogni movimento della mano che si trasforma in parole, con le cancellature, gli sbagli, le incertezze e le correzioni che segnano la presenza di qualcuno che scrive.

Qualcuno che scrive e si rivolge a te.

Qualcuno che scrive e riesce a capirti.

Qualcuno che scrive pur non sapendo completamente ciò che si nasconde nel profondo del tuo silenzio.

Qualcuno che scrive una lettera, senza aspettarsi una risposta.

Una lettera per te, come se fosse per il mondo intero.

Che non ti riscrive, perché troppo spesso ci si sente insignificanti ed inutili.

Che non ti riscrive, perché troppo spesso siamo piccoli, e pur essendo grandi, nessuno ci considera.

Che non ti riscrive, perché è troppo grande per voltarsi e guardarti dritto negli occhi.

Ma noi “siamo matite nelle mani di Dio”.

Scriviamo e raccontiamo.

Perché tutto sappia di verità.

Io non sono come il mondo, anche se non ti riscrivo.

Ma ti dico grazie, per le parole e le emozioni, per la comprensione ed il rispetto.

Pochi ne hanno, pochi ne danno e pochi ne ricevono.

Ti dico grazie per aver capito e per aver scritto una lettera.

Ti dico grazie perché sento di non aver bisogno di rispondere, perché quello che sento, già lo sai.

E ti dico grazie anche per questo, V.

 

Sussurrato da: allegra85 alle ore 01:15

martedì, 21 aprile 2009

Giornate come queste meritano di essere regalate al diavolo.

Se le scrivo qui a voi, non è perché io vi consideri diavoli, ma perché voglio rendervi partecipi di quanto la mente di un essere umano possa essere davvero considerata, a volte, una scatola vuota ( nemmeno nera, come amavano chiamarla i comportamentisti…proprio VUOTA).

Si sa, mettersi d’accordo è un’ impresa…farlo in due può considerarsi possibile, in multipli di due, già si comincia a traballare…quando poi devi mettere d’accordo 100 studenti di Psicologia…diventa davvero arduo.

Oggi, ore 15:00, dopo un’estenuante mattinata, si chiede alla prof un cambiamento di orario.

“Professoressa, mi scusi, volevamo chiederle se può venirci incontro per cambiare un po’ gli orari perché sono messi un po’ male” – esordisce la compagna che è pronta ad alzare sempre il dito.

La sottoscritta, poggia la penna sul banco e si mette con le braccia conserte, consapevole che sarà un massacro, conoscendo i suoi amabili compagni di corso.

“ Ditemi un po’…io cerco di venirvi incontro, ma basta che siate tutti d’accordo…”- risponde la prof.

E’ qui che ti voglio! Quando mai siamo tutti d’accordo!

Si comincia a vociferare, mentre la sottoscritta, in silenzio e con le braccia conserte, si gode lo spettacolo in modalità “accettazione passiva”.

“ Si potrebbe fare magari il lunedì  dall’una alle tre…” – dice la collega dito alzato.

“ Nooooo….ho un’altra lezione” – risponde il collega il 99% delle volte mezzo addormentato.

“ Ah…ma che lezione hai scusa che noi non abbiamo?” – esclama la collega dito alzato.

“ L’esame opzionale…” – risponde con nonchalance l’addormentato.

( Ovvio).

“Ahahha” – mi guarda e si guarda intorno la collega dito alzato.

Voci su voci, orari su orari.

“No a me non sta bene, a me sta bene quello, no ma perché dobbiamo fare così eccetera eccetera”.

La sottoscritta respira e guarda i suoi compagni.

“ O Carmen te?” – si gira il caro Matteino.

“ Ma secondo te ho voglia di mettere bocca in questa bolgia?” – rispondo.

“No no…si vede” – mi dà una pacca sulla spalla.

“ Appunto”.

“No Carmen lasciala stare…” .

(In questo periodo mi coccolano in parecchi…ogni tanto ci vuole… ).

Lottare per un’idea è sempre stato il fondamento della mia vita…ma in alcuni casi, in alcuni periodi e in alcuni luoghi, sai già quale sia la conclusione di tutto.

E non fai neanche il minimo sforzo per aspettarti il contrario.

“ Ragazzi, niente, l’orario rimane quello che è, mi dispiace” – tuona alla fine la prof.

Visto?

Intelligenti pauca.

Finisce la lezione, vado a prendere il mio autobus.

Salgo e dopo mezzo tragitto sale un ragazzo che parla al telefonino.

“ O pà oggi ho letto seicento pagine di Psicologia, non mi chiedere come ho fatto ma l’ho fatto”.

La sottoscritta sospira e si gira lentamente a guardarlo.

“Sì…ho letto qualcosa sulle relazioni che dice quello lì, non mi ricordo, poi perché quello ha detto così, però era interessante” – continua il chiaro ragazzo.

La sottoscritta decide di chiudere psicologicamente le orecchie.

Ora, non so cosa abbia letto questo ragazzo, e sinceramente credo che conosca la psicologia così come conosce la matematica: leggere seicento pagine significa leggere il Manuale di Psicologia Generale sommato al Manuale di Psicologia dello Sviluppo sommato al Compendio di Psicoanalisi con aggiunta di un libro a scelta.

Non credo che in mezza giornata un essere umano che abbia la faccia di quel ragazzo lì abbia potuto leggere seicento pagine di Psicologia, forse ne ha potuto leggere sessanta, e la differenza non è poca ( non a caso un detto dice che la matematica non sia un’opinione”.

E poi… “ho letto qualcosa sulle relazioni che dice quello lì, non mi ricordo, poi perché quello ha detto così, però era interessante”.

Ma cosa hai letto? E come parli?

Già della Psicologia ne parlano male, se poi entri in autobus parlando in una lingua che nemmeno tu riesci a decifrare stiamo freschi!

Per cortesia.

Mi sa che bisogna fondare un’altra associazione ( non me ne voglia chi crede che ce ne siano ben troppe, anzi, chi pensa questo, si rimbocchi le maniche invece di impolpettarsi la bocca): salviamo gli psicologi da:

-         chi lo è e va in televisione nei reality show dispensando opinioni e teorie fasulle, immettendo nella testa dei telespettatori un’idea sbagliata di chi studia e lavora seriamente in questo campo.

-         chi ascolta questi individui e pensa di sapere tutto della Psicologia perché “quello in televisione ha detto questo” ( per carità…).

-         chi legge seicento pagine di non so che cosa e non riesce neanche a mettere due parole in fila.

-         chi pensa che gli psicologi siano dei maghi con la palla di vetro.

-         chi pensa che l’unico psicologo buono è quello morto ( scritta che giorni fa ho letto su un muro vicino la mia facoltà).

Ora, i pregiudizi sono parte dell’essere umano, chi studia seriamente lo sa, ma non se ne può più di sentirsi dire sempre le solite ignominie.

Almeno rispettate chi studia con un minimo di cervello e sgobba dalla mattina alla sera.

Non sapremo metterci d’accordo su degli orari, ma qualcosa, da quel buco di facoltà in cui stiamo passando giornate piene ed intense, caveremo fuori.

Di questo abbiamo speranza e voglia.

Di nuovo, intelligenti pauca.

 

 

 

Sussurrato da: allegra85 alle ore 01:05

domenica, 19 aprile 2009

Figlio mio,

sento di dirti che gli uomini possono dare gioia,

amando e rispettando gli altri,

possono essere onesti, sinceri ed umili.

Questi, sono gli uomini buoni.

Ma attento,

altri possono dare dolore e tristezza,

possono odiare, essere egoisti, deludere, tradire.

Possono guardarti con invidia e cattiveria,

offenderti, prenderti in giro e parlarti alle spalle gratuitamente,

senza mai temere di ferire.

Questi, sono gli uomini cattivi.

Ma sappi che Dio

ci ha donato la libertà di scegliere,

di decidere quale dei due voler essere.

Ora ti verrà da ridere e sembra facile decidere,

ma nella vita,

figlio mio,

ci saranno momenti in cui non sarà più così semplice scegliere.

Tante volte verrai messo alla prova,

e allora, per non sbagliare mai,

quando toccherà a te scegliere la strada giusta,

che sia nella gioia, nel dolore, nella sofferenza o nello sconforto,

non lasciarti impaurire da niente e da nessuno.

Pensa a Dio, a chi ti ama, e stai attento a non ferire.

Così facendo, stanne certo, saprai sempre dove andare,

per essere oggi davanti agli uomini

e domani davanti a Dio,

un uomo buono.

 

                                                                       William Lo Celso

                                 Dal libro “Amori imperfetti” di Maria Rita Parsi

 

 

E voi da che parte state?

Sussurrato da: allegra85 alle ore 17:58
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domenica, 12 aprile 2009
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Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” (Mt 28,30).

A tutti gli amici di splinder e ai visitatori del mio canto dedico la speranza che la presenza di Gesù risorto sia parte integrante di ogni vita e di ogni storia, per chi crede e per chi non crede.

E in più...

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Ad ognuno di voi un uovo colorato...scegliete quale volete...rompetelo e dentro troverete la sorpresa che più desiderate...perchè nasce direttamente nel vostro cuore.

Buona Pasqua dalla vostra Allegra!

Sussurrato da: allegra85 alle ore 18:49

sabato, 11 aprile 2009

Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto” (Gv 19,37)

 

E’ l’ora del silenzio, dell’attesa, del domandare.

Spesso sfugge cosa sia il dolore, l’agonia, la morte.

Sfugge tanto quanto la verità e tanto quanto il pentimento per le sofferenze causate.

Sfugge, come sfuggiamo a noi stessi nell’ora della disperazione.

Sfugge, come sfugge il nostro sguardo davanti al dolore e al perdono che ci è concesso.

Non possiamo chiederTi  nulla, non riusciamo a farlo.

Sappiamo solo guardarTi, ormai senza respiri e senza battiti del cuore.

Non possiamo parlarTi e dirTi che non volevamo.

DirTi che ci dispiace.

Non volevamo farTi male,

non volevamo il dolore,l’agonia, la disperazione.

Sono sentimenti che non riusciamo a sopportare, anche se dobbiamo farlo.

Non riusciamo ad accettarli, perché sono più grandi di noi.

E ci fanno paura…perché siamo deboli.

Tu ci hai insegnato ad amarli, a crederci, a superarli…e noi li abbiamo rinfacciati a Te, te li abbiamo fatti assaggiare, sorso dopo sorso.

Te li abbiamo consegnati e Tu li hai accettati.

Li hai portati addosso, passo dopo passo, cadute dopo cadute.

Sospiri dopo sospiri.

Dolori dopo dolori.

E non hai pensato a Te…ma sempre a noi.

Come hai fatto?

Come hai fatto a dire: Padre, perdonali?

Come si fa a perdonare senza provare rancore?

Come si fa a dimenticare le offese, le malelingue, gli insulti, i maltrattamenti?

Come si fa ad accettare il dolore?

Spesso sfugge cosa sia il mondo.

Spesso sfugge cosa mai siamo noi nel mondo.

Come hai fatto a disegnarlo a Tua immagine e somiglianza e a ricostruirlo in tre giorni quando hai sentito dentro di Te che quello che esisteva non era quello che Tu volevi?

Per noi…e per Te.

Insegnaci.

Insegnaci a sapere, a saper fare ed a saper essere.

Stacci davanti.

Di fianco.

Dietro.

Davanti.

In alto.

In basso.

Stacci dentro.

Dovunque.

Perché solo così possiamo imparare ad essere come te, a volgerTi lo sguardo senza trafiggerTi.

Stacci dentro.

Perché solo così possiamo essere come Tu ci vuoi.

Sussurrato da: allegra85 alle ore 01:23

martedì, 07 aprile 2009

tramontoventoje9copiaga1Sarò io che verrò a cercarti quando tu avrai bisogno di me

dal film “Slepeers”

 

Accade, a volte, di dover aspettare.

Spesso, alcune cose accadono ed inciampano nella nostra vita, come un bambino nel buio sul tappeto di casa.

E’ la nostra vita, la conosciamo, la abitiamo, la riempiamo di noi e delle cose che più ci appartengono…ma spesso…soprattutto nei momenti bui come la notte, qualcosa inciampa, ed ha il volto di un bambino.

Un bambino che inciampa nel buio sul tappeto di casa.

Che fa paura, perché sa di verità.

Che incuriosisce, perché non sai ciò che puoi aspettarti.

Che aspetti, perché la curiosità è parte di te.

Che ti stupisce, perché ti somiglia.

Che ti rallegra, perché sa sempre trovare la parola giusta al momento giusto.

Che ti fa arrabbiare, perché non sai come prenderlo.

Che ti lascia senza fiato, perché fa cose che mai ti aspetteresti.

Accade, a volte, di dovere aspettare.

 Che qualcosa succeda.

Che il tuo cuore ricominci a battere come hai sempre voluto ascoltarlo.

Che l’aria intorno a te respiri quella che tu respiri.

Che le fragole ricomincino ad avere il sapore che ricordavi.

Che il sentiero che amavi percorrere non venga distrutto.

Che la scatola di ricordi che volevi riempire, non sia ancora chiusa.

Che il mattino che aspetti da tempo, non si porti via il sole.

Che ogni giorno ridiventi ogni sogno.

Che ogni gesto ricominci ad essere voluto.

Che ogni parola ricominci ad essere scritta.

Che il sollievo possa essere finalmente provato.

Che il viaggio possa essere intrapreso.

Che la notte possa riportare il ristoro.

Che le cattiverie possano essere non più ascoltate.

Che l’anima ricominci a sussurrare come ha sempre saputo fare.

Che riesca tu, stavolta, ad inciampare nella tua vita, per scoprirne una nuova angolatura ed un nuovo mistero.

Ma forse non è ancora il momento.

Accade, di dover aspettare e di dover decidere.

Prima o poi. Presto o tardi.

Sarò io.

E so che devo farlo.

Non so quando. Non so come.

Ma sarò io…( che verrò a cercarti quando tu avrai bisogno di me).

E ci sarò.

 

 

Sussurrato da: allegra85 alle ore 02:07
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mercoledì, 01 aprile 2009

allafinestgd4A volte è meglio fermarsi.

Accarezzare l’aria con l’aria che esce dalla tua bocca.

In qualsiasi momento, come se fosse l’unico modo per riappropriarti di quello che hai intorno.

Fermarsi. Capire, come se non stessi aspettando altro.

La vita è come un tavolo verde da gioco.

Molti puntano su di te, sulla tua forza, sulla tua determinazione, sul tuo essere sempre stata presente.

E tu, scommetti tutto sui sentimenti.

Quelli che hanno il potere di benedire tutto ciò che sei e che fai, ma che con la stessa forza, possono ribaltarti la vita e tutto ciò in cui credi.

Quando ti accorgi di essere lì per perdere, ti spogli di tutte le certezze che ti agghindavano per vestirti a festa, e ti ritrovi nuda con addosso solo la pelle che sa del tuo essere unica e sincera.

Sei tu.

Quella che se piange non la smette mai.

Quella che se ride non la ferma nessuno.

Quella che fa della determinazione il suo pane quotidiano.

Quella che amava ballare senza stancarsi mai.

Quella che riesce a non darsi per vinta, se davvero crede in qualcosa.

Quella che preferisce un libro ad un vestito nuovo.

Quella che darebbe tutto, per proteggere la dignità di un bambino.

Quella che ama scrivere perché è lo scrivere che ama lei.

Quella che non è mai contenta di quello che riesce a fare in 24 ore.

Quella che si diverte a strapazzare il cane di suo fratello.

Quella che spesso vuole sempre avere l'ultima parola.

Quella che fa gli stessi errori per due volte, alla terza li capisce, ma si ritrova a rifarli ancora.

Quella che studia ciò in cui crede pur odiandolo il 99% delle volte.

Quella che ama  il mare, il sole, la mezza luna, le fragole, il ticchettio dell’orologio, le persone vere, il coraggio, la paura, la pazienza.

Quella che crede in Dio, non mancando di sbagliare.

Quella che si contorce il cervello in previsione di quando dovrà farlo agli altri ( come se già non lo facesse…).

Quella che non dimentica niente, nel bene e nel male.

Quella che nella vita vorrebbe essere sempre come si chiama in questo blog, che pochi giorni fa ha compiuto due anni.

Sono stata assente, perché spesso la vita ti offre la sua parte peggiore e migliore al tempo stesso, dedicandoti il tempo per piangere tutte le lacrime che possiedi, per afferrare i tuoi ricordi e non lasciarli andare, per restare in silenzio, per ascoltare il tuo dolore e tenerlo stretto, per comprenderlo ed accettarlo, per innamorartene anche quando soffri per il suo stesso male.

L’assenza ricrea la presenza.

Di una persona cara che non c’è più, di momenti che avresti voluto rivivere, di sbagli che avresti voluto non commettere, di sorrisi che avresti voluto fare, di parole che avresti voluto dire e non dire, di carezze che avresti voluto moltiplicare all’infinito.

L’assenza ricrea la presenza.

La mia voce canta al suono di una tastiera che scrive, per ringraziarvi, uno ad uno, dei vostri passaggi nel mio mondo, dei vostri commenti, dei vostri messaggi privati, del vostro cantare insieme a me.

A volte è meglio fermarsi.

Oggi una persona mi ha chiesto: scrivi ancora?

Non ho risposto, ma ho sorriso.

Come farei a non scrivere?

E’ la scrittura che forgia un’assenza e ricrea la presenza.

Che modella il tuo dolore e la tua gioia e la scolpisce in parole a tua immagine e somiglianza.

Non è uno specchio, perché noi non siamo tutti interi in quella superficie.

Noi siamo oltre il nostro corpo o come ci vediamo quando ci svegliamo la mattina.

Noi siamo oltre.

Oltre l’assenza e dentro la presenza.

Quella vera.

Il mio canto delle sirene spegne la sua seconda candelina.

Grazie a quel qualcosa che permette di non lasciarsi andare pur a volte  distruggendoti.

L’amore, nel suo significato più ampio e più vero.

E grazie a voi.

Sussurrato da: allegra85 alle ore 01:13

domenica, 22 marzo 2009

solitudine_400"Perché nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se,
per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno - un padre, un amore, qualcuno - capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume - immaginarlo, inventarlo - e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio. Questo, davvero, sarebbe meraviglioso. Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita. E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare. Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente umano. Basterebbe la fantasia di qualcuno - un padre, un amore, qualcuno. Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare.
Strada clemente, e bella. Una strada da qui al mare."

ALESSANDRO BARICCO- "OCEANO MARE"

P.S.: la vostra Allegra in questo periodo riflette molto...e legge tanto...per questo, ogni tanto, vi regala alcune delle sue pagine preferite. Riflettete e fate i bravi!

Sussurrato da: allegra85 alle ore 01:45